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Le allergie

I sintomi più comuni legati alle allergie sono: Congestione nasale, Starnuti, Tosse, Occhi lacrimanti, Eruzioni cutanee, Mal di testa, Fatica, Ritenzione idrica
Una reazione allergica si manifesta quando il sistema immunitario interpreta una normale sostanza atossica, come l’erba, il polline, un detergente o alcuni cibi, come invasore nocivo. Il sistema immunitario risponde a questa minaccia percepita, l’allergene, rilasciando sostanze chiamate istamine, le quali inducono una serie di reazioni nell’organismo come la congestione nasale, l’aumento della produzione di muco, le eruzioni cutanee e le emicranie. Nel caso di una vera minaccia per l’organismo, come nel caso di attacchi da parte di virus influenzali, queste reazioni formano una importante linea di difesa contro l’invasore favorendone la “cattura” e l’“espulsione”. Tuttavia i falsi allarmi indotti dagli allergeni, inducono una risposta eccessiva dell’organismo. 
È ancora poco chiaro il motivo per cui alcuni soggetti sviluppino reazioni allergiche e altri no; sembrerebbe che alcune tipologie di allergie tra cui la comune “febbre da fieno” abbia delle basi genetiche, e che alcuni co-fattori contribuiscano a far scaturire la reazione (eccessivo accumulo di muchi che attraggono e immagazzinano sostante irritanti, alti livelli di stress, sistema immunitario depresso).

La reazione allergica
Il primo contatto con l’allergene non scaturisce nessuna reazione allergica, in quanto l’organismo produrrà soltanto gli anticorpi IgE necessari per riconoscere in futuro l’”invasore”.

Le allergie con tutti i disturbi ad esse correlati si scatenano dopo la seconda esposizione all’allergene, entro i primi 30-60 minuti dal contatto. Gli anticorpi IgE presenti sulle cellule mastocite, che si sono formate in fase di sensibilizzazione, riconosceranno l’antigene ed attiveranno la degranulazione della cellula mastocita con rilascio di mediatori chimici.

Uno dei mediatori che riveste un ruolo di maggiore importanza è l’istamina poiché responsabile dei disturbi correlati alla sintomatologia allergica quali la contrazione della muscolatura liscia bronchiale, l’aumento della permeabilità vascolare e l’aumento delle secrezioni bronchiali e nasali. L’istamina è quindi uno dei mediatori chimici caratterizzanti gli stati infiammatori e condivide numerosi effetti con la serotonina, essendo entrambi dei neurotrasmettitori.

Studi clinici sulle allergie

Recenti studi clinici svolti dai ricercatori dell’Università del Wisconsin correlano le allergie a disturbi interiorizzati quali ansia e depressione; infatti, su 184 soggetti analizzati di cui 124 aventi disturbi interiorizzati, 105 soffrivano di allergie.

Tra gli altri fattori che possono contribuire ad aumentare la propensione al disturbo allergico sono stati inclusi quelli ambientali, in particolare l’eccesso d’igiene non sarebbe salutare per il sistema immunitario; le allergie sono inoltre meno frequenti in chi è a stretto contatto con microbi fecali o alimentari, poiché la flora batterica di questi individui è ricca di microbi che producono endotossine, i quali inibiscono la produzione di proteine allergizzanti.

Infine, l’allattamento al seno consente di ritardare il contatto con altri agenti allergizzanti non contenuti nel latte materno, fornendo inoltre difese immunitarie essenziali per il neonato.




TANACETO 
(Tanacetum vulgare) parti aeree

Il Tanaceto è una pianta originaria dell’Asia minore, è comune nei luoghi incolti e soleggiati di tutta l’Europa temperata e degli Stati Uniti. Della pianta si utilizzano i fiori e le parti aeree. È stato dimostrato che l’estratto di Tanaceto provoca l’inibizione della secrezione d’istamina da parte delle cellule incaricate di produrla (mastociti). Siccome l’istamina è una delle sostanze più importanti che causano il disturbo allergico, un suo calo ha sicuramente effetti benefici.



LIQUIRIZIA 
(Glycyrrhiza glabra) radice

Pochi sanno che la radice di Liquirizia, oltre ad essere un gradevole aroma, contiene costituenti chimici che svolgono un’azione antinfiammatoria e antiallergica. La pianta agisce indirettamente mediante il potenziamento dell’attività dei corticosteroidi.



ELICRISO 
(Helycrisum italicum) sommità

Un’altra pianta che in recenti studi ha dimostrato proprietà antiallergiche è l’Elicriso Italico. Uno studio clinico svolto in Spagna, ha evidenziato le proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti dell’estratto di questa pianta, che agisce tramite i meccanismi corticoide-simili.



RIBES NERO 
(Ribes nigrum) foglie o gemme

Il Ribes nero è la pianta più comunemente utilizzata per i disturbi allergici; frutto originario dell’Europa centro-meridionale e delle zone di montagna con clima continentale umido.Della pianta si utilizzano le foglie nella preparazione di tinture e le gemme per la preparazione di estratti glicerici.
La pianta è nota per le sue proprietà anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche. Queste caratteristiche sono in parte legate alla sua azione cortisone-simile, per stimolo diretto sulla corteccia surrenale. L’Università di Bucarest ha pubblicato uno studio contenente le caratteristiche degli oli essenziali della pianta, mostrando attività antibatteriche oltre che antisettiche. In Giappone, i ricercatori hanno testato il funzionamento antivirale degli estratti di Ribes nero dimostrandone l’efficacia.